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La
Via Vittorio Veneto ha inizio dall'angolo nord della Piazza
Barberini, movimentatissimo nodo stradale, di forma trapezoidale
ed in leggera salita, cui fanno capo: Via del Tritone, che scende
fino a Largo Chigi. Via Barberini che sale fino a Largo Santa
Susanna e Via Venti Settembre. Via Quattro Fontane. Via Sistina
che la collega con l'Esquilino e Trinità dei Monti.
Fontana del Tritone (Bernini)
Al centro della Piazza, la bellissima fontana del Tritone: quattro
delfini sostengono una grande conchiglia aperta, sopra la quale
un tritone suona una chiocciola marina dalla quale esce uno
zampillo d'acqua. Semplice ed armoniosa, è considerata il capolavoro
del Bernini, realizzata nel 1643 per incarico di Papa Urbano
VIII, che vuole "arredare" con un tocco di particolare eleganza
la brutta campagna davanti all'ingresso del teatrino di corte
del suo palazzo, il vicino Palazzo Barberini. Ma per due secoli
la fontana è soltanto un abbeveratoio per buoi e capre che pascolano
nella zona.
La Via Vittorio Veneto, famosa arteria della Roma del principio
del secolo, sale larga, alberata e ornata di aiuole, con ampie
curve, attraverso il signorile quartiere Ludovisi, che prende
il nome dalla Villa Ludovisi, demolita dopo il 1870 per realizzare
questa via che termina alla Porta Pinciana. Tale porta, con
semplice arco di travertino, affiancato da torrioni cilindrici
fatti costruire da Bellisario al tempo dell'assedio dei Goti,
si apre nelle Mura Aureliane. Al di là della porta è uno degli
accessi di Villa Borghese.
Locandina di "La dolce vita" di Federico Fellini
La "dolce vita" nasce in questa strada, comunemente detta Via
Veneto, che tra alberghi di lusso, ritrovi alla moda e negozi
eleganti è il palcoscenico sul quale si incontrano e si scontrano
i personaggi del film girato da Fellini nel 1960, diventato
il documento di un'epoca e lo specchio di un costume. Nel film
si racconta, con una certa ironia venata d'amarezza, il modo
di vivere della "café society", che sulla scia dei ricconi d'ogni
paese, girella attorno al mondo del cinema e trova a Roma il
suo ideale punto d'incontro. Effimero ma frizzante, il titolo
del film è diventato in tutto il mondo sinonimo di un comportamento
e viene usato indifferentemente per dir bene e dir male degli
italiani in genere e dei romani in particolare: della loro capacità
a far saltar fuori il dolce dall'amaro, ma anche dall'inclinazione
a preferire le chiacchiere al lavoro. Uno dei fotografi che
fa da coro nel film si chiama Paparazzo. Da qui deriva il termine
"paparazzi" per indicare i fotoreporter in agguato.
Dopo questo film la strada è divenuta il simbolo della "bella
vita" diventando famosa in tutto il mondo.
Non è pensabile una visita a Roma, senza una incursione, anche
se rapida, in Via Veneto.
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